Epifania della Gentilezza

Ci sono momenti in cui qualcosa dentro di noi cambia. Un’illuminazione improvvisa che ci invita a riflettere e a scegliere con più consapevolezza. Per me è successo con la gentilezza. Se prima credevo che era importante, ora la sento necessaria e vitale.

Certi atteggiamenti non li riesco a capire proprio o forse non ho più voglia di capirli e, meno ancora, di sopportarli. Sarà l’età. Maturando ti rendi conto che le cose importanti – che non sono mai cose – sono quelle che generano emozioni di Pace e di Bene, che nascono dalla gentilezza, dall’Armonia… dall’Amore. E mai e poi mai ci si arriva attraverso vibrazioni energetiche basse, negative. 

Parlo della sgarbatezza, della rudezza, della criticità. Insomma, ci sono persone che proprio non ce la fanno ad essere gentili, che trovano spesso e volentieri “un buon motivo” per mostrarsi scorbutiche, critiche, giù di tono, adirate, scontrose o quant’altro. Ora, tutti abbiamo momenti no, tutti abbiamo giorni bui, e ci sta.

Riversare la propria frustrazione o rabbia sugli altri non ci sta invece; perché non solo non risolve il nostro malessere, ma crea tensioni e allontana chi ci sta accanto, crea danni in tutto tondo.

Il problema diventa ancora più serio quando questi atteggiamenti si trasformano in un’abitudine, una dinamica abituale di reazione o comunicazione. E peggio ancora, quando si giustificano con “sono fatto così”, “non lo posso evitare”, oppure con la convinzione che “avere ragione” basti a rendere accettabili brutti modi e malumore. 

Credo che ogni essere vivente sia spinto dalla ricerca del proprio Bene. Tutti cerchiamo quello stato beato in cui ci sorride il cuore, quella sensazione di gratitudine interiore, di soddisfazione. E la cerchiamo in ogni cosa che facciamo, in ogni ambiente, ad ogni età. C’è chi la chiama Felicità, chi Pace Interiore o Benessere… Possiamo provarla guardando i fiori, un’opera d’arte o un paesaggio, respirando l’aria pura della montagna, nella bellezza del mare infinito, del cielo, nel bacio di nostro figlio/figlia, in un risultato eccezionale al lavoro, in un attimo speciale con il partner, negli occhi del nostro cane/gatto, guidando la nostra nuova macchina, abbellendo la casa dei nostri sogni, leggendo un libro, scrivendone uno, conversando con un’amica, ascoltando musica, facendo l’orto, mangiando una pizza… tutti mezzi che ci conducono a questo Fine.

Sta di fatto che siamo naturalmente attratti da ciò che ci fa sentire bene e altrettanto naturalmente respingiamo tutto ciò che ci fa sentire male.  Semplice.

Energia negativa e toni sgarbati hanno un effetto dannoso non solo su chi li riceve ma anche su chi li trasmette. Chi è antipatico (diciamo così) magari crede che, abbassando il livello energetico degli altri, si sentirà meglio o otterrà risultati più velocemente. Ma si sbaglia. È un’illusione bastarda, nella migliore delle ipotesi una falsa “vittoria”. La realtà è che chi trasmette negatività si sente peggio, mentre gli altri si allontanano e i risultati finiscono per essere l’opposto di ciò che desiderava. Perché puoi costringere qualcuno a “fare”, ma non a “sentire”.

Detto tutto ciò, la buona notizia è che si può migliorare, si può cambiare. E non per gli altri, ma per se stessi. Perché così, con la negatività, non si va da nessuna parte, anzi, si finisce isolati. Energia negativa porta sempre altra energia negativa e allontana le persone. 

Se sei un leader, un imprenditore, un genitore o un partner e hai un atteggiamento giù di tono – critico, invalidante, adirato, impaziente, antipatico – come puoi aspettarti rispetto, armonia o successo? Come puoi pensare di costruire un team affiatato o una famiglia serena? Chi ti circonda finirà, consapevolmente o meno, per evitarti, temerti o ignorarti.  La pazienza ha dei limiti.

Gli atteggiamenti negativi ripetuti sono deterrenti del rispetto e della leadership. Se sei abituato a far sentire gli altri a disagio, anche quando compi azioni positive, queste non avranno l’effetto sperato. La negatività prevale, si diffonde e contamina gli spazi e gli animi, proprio come il fumo di sigaretta che impregna l’aria e si insinua ovunque. Anche quando provi a pulire, il suo odore persiste, difficile da eliminare del tutto.

Signore e signori, nelle relazioni – di qualunque tipo – la Gentilezza non è un opzional se desideriamo vivere sereni e stare bene con gli altri. 

La Vita non è ciò che fai, ciò che costruisci, ma è mentre fai e costruisci. 

La Vita è ciò che vivi in questo momento, non ciò che arriverà domani. 

Non possiamo pretendere di cambiare gli altri, ma possiamo dire no. Possiamo mettere un freno all’energia negativa. Se si tratta di un estraneo o di qualcuno con cui non abbiamo legami vitali, possiamo scegliere di allontanarci. Se si tratta di un familiare o di una persona cara, possiamo mettere limiti, minimizzare i conflitti, far notare che così non va. Ma non dobbiamo tollerare passivamente, non dobbiamo lasciarci tirare giù. 

Non possiamo controllare tutto, né evitare ogni ostacolo. Ma possiamo fare una scelta consapevole: dire SÌ a ciò che ci fa bene e NO a ciò che ci danneggia. Oggi, ora, qui. 

La Vita non si consuma, siamo noi che ci consumiamo. 

Scegli di vivere bene, scegli di essere Gentile. E’  il momento giusto. Si può fare.

Perché la Gentilezza non solo genera Pace e Bene, ma crea una vibrazione che cambia tutto: il tuo stato d’animo, i tuoi rapporti, i tuoi risultati, il TUO mondo.
E se IL  Mondo non cambia subito, cambia almeno il tuo piccolo angolo di Vita. Lo rende piacevole e migliore. Lo rende condivisibile

E forse, questo, è già abbastanza per incominciare.

Ana Alvarez