Oggi il cielo si rovescia, e le strade diventano un atlante: linee invisibili tracciano percorsi mai presi, dove ogni incrocio è una domanda.
I lampioni non illuminano, sussurrano. Le finestre non mostrano, respirano storie che qualcuno ascolterà. Non è la neve che cade, ma il silenzio: una mano che tocca piano, senza chiedere nulla in cambio.
Natale non è l’arrivo, è il bordo di una moneta che gira, la tensione di una corda non ancora pizzicata. È l’attesa che si fa promessa, la promessa che non si fa mai scontata.
Oggi celebriamo il vuoto tra le parole, lo spazio che lascia entrare l’altro. Non festeggiamo le conquiste, ma i tentativi, i dubbi, le domande che non abbiamo ancora avuto il coraggio di porre.
Buon Natale, a chi costruisce ponti di carta e li attraversa senza paura che cedano. A chi guarda l’orizzonte non per trovare una meta, ma per ricordare che si può sempre andare oltre.
