PERCHE’ LA DISCIPLINA

Un articolo di Alessandro Carli

Poco importa se si parla di applicare la disciplina in famiglia, in un’azienda (o qualsiasi altra organizzazione), nella società o con se stessi: il punto è che, semplicemente, non la puoi ignorare.

Il motivo è molto semplice. Se – come è – la nostra realtà è sorretta e governata da leggi, significa che tali leggi non possono essere violate o perfino sovvertite senza che questo produca delle conseguenze anche molto gravi.

Se si costruisce un marchingegno e, per dolo o distrazione, lo si fa non tenendo conto delle leggi fisiche, chimiche o di altro tipo che consentono a tale manufatto di operare correttamente, esso può recare gravi danni a chi lo usa. E se questo è vero per un sistema artificiale, cosa può succedere ad un sistema naturale se le leggi che lo governano vengono violate?

Le relazioni umane, ad esempio, di qualsiasi tipo od a qualsivoglia livello si intrattengano, non sono cosa a sé, anzi: più che in altri ambiti si possono apprezzare i disastri che vengono provocati dall’inosservanza delle leggi che le sostengono.

Uno dei virus mentali più perniciosi, soprattutto in occidente, è quello di farci credere che poiché la vita è nostra, possiamo decidere liberamente di farne ciò che vogliamo. Questo modo di pensare è tipico di una visione meccanicistica della realtà, per cui ognuno di noi è un componente integrato, ma non interdipendente del sistema in cui opera. In quanto solo integrati nel sistema, svolgiamo una determinata funzione, ma non vediamo in che modo ed in che misura questa integrazione incida sul funzionamento dell’insieme: se i componenti (elettro)meccanici di un congegno avessero una coscienza, è esattamente così che penserebbero.

In effetti, se un componente si guastasse, il congegno subirebbe un danno o magari cesserebbe di funzionare del tutto. Aggiustando o sostituendo quel componente, però, la macchina riprenderebbe a funzionare come se non fosse mai successo niente. Così pensiamo anche a proposito di noi stessi e del nostro ruolo in questo mondo: È la mia vita, la vivo come voglio io e se sbaglio ne pagherò IO le conseguenze!”, oppure È la mia azienda, la gestisco come voglio IO e se poi fallisce è solo un MIOproblema”… Non è così che ragioniamo?

In un sistema tanto straordinariamente complesso, dinamico e reattivo come quello naturale in cui viviamo, questo modo di rapportarci con la nostra realtà è deleterio e distruttivo poiché diversamente dai sistemi artificiali, esso è non soltanto integrato, ma anche interdipendente. Pertanto, ciò che fa il singolo si riflette più o meno direttamente anche sugli altri: il proprio compagno/a di vita, i propri figli, i dipendenti, il vicino di casa, ecc., allargando a macchia d’olio gli effetti su questi, nel bene o nel male.

Per questo la disciplina è così importante nella società umana.

La disciplina è ciò che ci ha impedito finora di autodistruggerci e, al tempo stesso, di convivere in una società in modo più o meno civile. Tuttavia, l’idolo del diritto individuale, sacrosanto come principio, ma pericolosissimo nella sua accezione più egoistica e che purtroppo raccoglie sempre più seguaci, va tenuto sotto controllo.

Ecco ciò di cui va tenuto conto riguardo la disciplina.

  1. La disciplina rispetta l’ordine naturale, non le norme e i valori umani – Capire dove finisca una disciplina sana, da applicare per il rispetto ed a beneficio dei sistemi naturali (compresi noi uomini) e dove inizia la manipolazione ed il sopruso non è mai facile e questo perché ci hanno imbottito la testa di norme e valori ad uso e consumo di chi ha interesse a mantenere un certo potere, anche nel micro. La disciplina deve ispirarsi ai principi, che sono leggi eterne ed universali, e per questo difficili da manipolare.
  2. La disciplina richiama disciplina – Affinché la disciplina possa venire accettata, dev’essere seguita in primo luogo da chi ne chiede il rispetto. Il comportamento parla più forte delle parole e se non c’è coerenza tra i due, prevarrà sempre il comportamento. E quello verrà seguito.
  3. La disciplina è l’anticamera della libertà – Se vogliamo che i nostri figli possano un giorno vivere autonomamente in libertà, è fondamentale insegnare loro la disciplina. Qualcuno ha detto che “la libertà non è fare ciò che si vuole, ma volere ciò che si fa”: cioè, la libertà è la libera scelta di accettare la responsabilità nel perseguimento e nella realizzazione di ciò che si vuole… e questo richiede molta disciplina.
  4. Saper usare amore “duro” e amore “dolce” – Questo è essenziale nella disciplina, sia che la si applichi ad altri sia a se stessi. La disciplina deve funzionare allo stesso modo in cui si comporta la vita: se sbagli, il sistema che chiamiamo Realtà ti travolge, prima o poi; allo stesso tempo, ti dà sempre un’altra possibilità, perché i sistemi sono basati sull’Amore. Allo stesso modo deve comportarsi un leader: quando qualcuno sbaglia, soprattutto nella violazione dei principi, deve essere rigoroso nel far comprendere che certi comportamenti non sono tollerabili, anche con sanzioni, se necessario (amore duro); nel relazionarsi con chi ha sbagliato, però, devono comunque prevalere sentimenti di perdono, di accettazione e di sostegno, poiché la persona è comunque sacra (amore dolce). Sempre di Amore si parla, però, per cui la punizione fine a se stessa non ha senso.

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Alessandro Carli